C era un tempo — e non e poi cosi lontano — in cui mangiare insieme non era un evento speciale. Era semplicemente la vita. Nel Gargano, quelle tavolate all aperto erano il centro del mondo.
Il Baratto e la Comunita
Da piccolo, mio padre aveva un accordo con il vicino di campagna che allevava animali. Si barattava — un agnello in cambio di conigli, galline, a volte anche anatre selvatiche. Era un economia di fiducia, di vicinato, di rispetto reciproco che durava da generazioni.
Quando arrivava l agnello, lo si cucinava. E quando si cucinava qualcosa di speciale, si invitava chiunque fosse nei paraggi. Non c erano liste di invitati formali — si arrivava, si portava qualcosa, si mangiava insieme.
Venti, Venticinque Persone
Le tavolate della mia infanzia avevano spesso venti, venticinque persone. Tavoli di legno uniti insieme, panche improvvisate, tovaglie bianche che volavano con il vento. I bambini correvano intorno, i vecchi raccontavano storie, le donne cuocevano e servivano senza mai sedersi.
Il menu era sempre uguale nella sua struttura: antipasti di salumi e formaggi, pasta al forno o orecchiette con il sugo, l agnello, i dolci fatti in casa. E vino — sempre vino rosso, in brocche di ceramica.
"Solo cucina fatta in casa, amore e bella compagnia. Quei momenti non tornano, ma il loro profumo rimane in ogni piatto che cucino."
Quello che si Perde
Oggi quelle tavolate sono rare. La vita moderna ha disperso le famiglie, i vicini non si conoscono piu come una volta, il tempo per cucinare sembra sempre meno. E una perdita reale, non solo sentimentale.
Ma il cibo ha una memoria lunga. Ogni volta che cucino il sugo della domenica o l agnello al forno, quella comunita torna. Non nelle persone fisiche — ma nel sapore, nel profumo, nel rituale lento della cottura. E in qualche modo, e ancora tutto li.